Gigi la trottola: il piccolo grande mito degli anni ’80
Chi è cresciuto negli anni ’80 non può non ricordare con un sorriso Gigi la trottola, il cartone animato che ha fatto ridere intere generazioni con il suo protagonista iperattivo e inarrestabile. Bastava sentire la sigla per ritrovarsi incollati allo schermo, pronti a seguire le imprese assurde di un ragazzino fuori dal comune. Se anche tu ricordi Gigi Sullivan che vola in campo da basket come una trottola impazzita, allora preparati a un tuffo nel passato tra nostalgia e curiosità!
La trama: un concentrato di energia e comicità
Il cartone Gigi la trottola (titolo originale Dash Kappei) racconta le gesta di Kappei Sakamoto, ribattezzato Gigi Sullivan nella versione italiana. Piccoletto, irriverente e con un talento sportivo fuori dal comune, Gigi è un vero portento in qualsiasi disciplina: dal basket al calcio, passando per il judo e il baseball. Ma quello che lo rende davvero unico è il suo carattere sopra le righe e… la sua fissazione per la biancheria femminile!
Tra doppi sensi, gag demenziali e momenti sportivi esilaranti, il cartone animato Gigi la trottola è diventato un cult grazie al suo stile irriverente e alla capacità di prendersi gioco degli stereotipi sportivi e scolastici. Un mix perfetto tra comicità demenziale e azione sportiva che ha segnato l’infanzia di tanti fan.
Il cast: voci e personaggi indimenticabili
Nella versione italiana, la voce di Gigi Sullivan è stata affidata a un giovane Fabrizio Mazzotta, che ha saputo dare al personaggio un’energia irresistibile e inconfondibile. Nel cast figurano anche personaggi memorabili come Akane (la bella manager di Gigi), il severissimo preside della scuola e l’immancabile nonno, maestro di arti marziali.
Un dettaglio curioso? La versione italiana ha modificato diversi dialoghi per adattarli all’umorismo locale, rendendo Gigi la trottola ancora più spassoso e in linea con il gusto del pubblico italiano.
Episodi, messa in onda e momenti cult
Il cartone Gigi la trottola è stato trasmesso per la prima volta in Giappone nel 1981, mentre in Italia è arrivato nel 1983, guadagnandosi rapidamente un posto d’onore nel cuore dei bambini. La serie conta 65 episodi, ognuno ricco di situazioni assurde, sfide sportive improbabili e battute indimenticabili.
Tra gli episodi più amati, impossibile non citare quelli in cui Gigi affronta squadre avversarie con tecniche stravaganti, oppure quando finisce nei guai per la sua curiosità “maliziosa”. I cartoni Gigi la trottola venivano trasmessi in fasce pomeridiane su reti come Italia 1, diventando un appuntamento fisso dopo scuola.
Dove vedere Gigi la trottola oggi
Se hai voglia di rivivere le avventure di Gigi trottola oggi, sappi che alcuni episodi sono disponibili su piattaforme di streaming come Amazon Prime Video o YouTube, anche se non sempre in versione integrale. Inoltre, alcune emittenti tematiche come Anime Gold o Italia 2 propongono repliche sporadiche, soprattutto in occasione di speciali retrò.
Per i veri nostalgici, esistono anche DVD da collezione con episodi restaurati e, in alcuni casi, sottotitolati nella versione originale giapponese.
Faq
- Chi cantava la sigla di Gigi la Trottola?
La sigla italiana del cartone animato è stata interpretata dal gruppo musicale I Cavalieri del Re, con la voce principale di Guiomar Serina.Il brano, composto, scritto e arrangiato da Riccardo Zara, leader del gruppo, è stato registrato tra settembre e ottobre del 1985. - Come si chiama il cane di Gigi la Trottola?
Il cane di Gigi si chiama Jeremy, ma nella versione originale giapponese (Dash Kappei) il suo nome è Seta - Come finisce il cartone Gigi la Trottola?
La serie animata, composta da 65 episodi, non ha una conclusione vera e propria: termina in modo piuttosto aperto, senza un epilogo chiaro né una risoluzione definitiva per le storie dei personaggi. Negli ultimi episodi, Gigi continua con le sue imprese sportive e le solite gag a sfondo comico/romantico, specialmente con Akane, la sua bella manager. Non c’è però nessuna scena finale in stile “e vissero felici e contenti”, né una vera evoluzione del personaggio o un momento di chiusura narrativa. Il motivo principale è che l’anime fu interrotto prima che il manga originale (da cui è tratto) giungesse al termine. Il manga prosegue oltre gli eventi dell’anime e fornisce più dettagli sul destino dei personaggi, ma anche lì la storia rimane piuttosto leggera e aperta, coerente con il tono scanzonato dell’opera.